Palazzo del Trattato

Descrizione

Pochissime sono le città in Italia che possono vantare il primato che Villafranca ha avuto durante il periodo del Risorgimento italiano, per la sua posizione geografica a ridosso della linea del fiume Mincio, quasi al centro della grande strada postale che univa Verona a Mantova, le due maggiori città del Quadrilatero, il poderoso complesso fortificato a protezione della parte meridionale dell’impero austriaco. Grazie alla sua posizione geografica importati ospiti, legati alla storia d’Italia, si sono avvicendati tra le sue case, le sue strade, i suoi caffè, i suoi alberghi.

Il luogo che ha maggiormente legato il nome di Villafranca al Risorgimento nazionale è senza dubbio l’antico palazzo Morelli-Bugna situato nel centro storico della città.

Questa casa, appartenente un tempo a una delle famiglie più cospicue di Villafranca, ospitò nelle sue stanze diversi protagonisti del nostro Risorgimento. Ricordiamone i nomi.

Alla caduta del napoleonico regno d’Italia vi alloggiarono gli ufficiali austriaci vincitori dell’esercito franco-italico nel 1814.

Nel 1848 Villafranca fu sede del quartier generale piemontese, con la presenza di Carlo Alberto e suo figlio Vittorio Emanuele e il palazzo Gandini-Morelli-Bugna in via Ghetto, poi via Pace, ospitò il generale toscano Cesare De Laugier, l’eroe di Curtatone e Montanara e gli ufficiali del suo comando. Lo stesso generale dalla colombaia della sua residenza, con un cannocchiale, assistette impotente alla sconfitta dei suoi ad opera degli austriaci a Custoza, il 25 luglio di quell’anno definito mirabile.

Nel 1859 lo storico palazzo di via Ghetto fu sede, per alcuni giorni, del quartier generale austriaco e in alcune stanze vi soggiornò l’imperatore Francesco Giuseppe. Da Villafranca il giovane imperatore indirizzò a sua moglie, definita “…mio caro e unico angelo, mia cara celestiale Sissi”, una tenerissima lettera d’amore nei giorni che precedettero la battaglia di Solferino e San Martino del 24 giugno. La notte sul 25 di ritorno dalla stessa sanguinosa battaglia Francesco Giuseppe riposò alcune ore nelle stesse stanze mentre lungo la strada prospiciente il palazzo transitavano gli sconfitti austriaci e i carri che trasportavano i numerosi feriti alla stazione ferroviaria.

Qualche settimana dopo vi soggiornò il generale francese Mac Mahon, presente in città con parte delle sue variopinte truppe che comprendevano anche zuavi e algerini.

L’11 luglio dello stesso anno vi si tenne il famoso incontro, tra gli imperatori Napoleone III e Francesco Giuseppe, che pose fine alla seconda guerra per l’indipendenza e segnò l’inizio degli avvenimenti politico militari che portarono in breve tempo all’unità d’Italia.

Il Palazzo, di proprietà comunale, è stato di recente sottoposto a importanti lavori di restauro che hanno riportato all’antico splendore tutto il complesso e dal 2009 ospita al suo interno il Museo del Risorgimento. (fonte, Nazario Barone)

Come arrivare

Autostrada A22 (Brennero-Modena) uscita Nogarole Rocca, poi seguire le indicazioni per Villafranca di Verona, centro storico. Il Palazzo si trova a pochi metri dal Castello Scaligero, direzione Valeggio sul Mincio.

Autostrada A4 (Milano-Venezia) uscita Sommacampagna, poi seguire le indicazioni per Villafranca di Verona, centro storico. Il Palazzo si trova a pochi metri dal Castello Scaligero, direzione Valeggio sul Mincio.

Dall’Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona: imboccare la tangenziale e seguire le indicazioni per Villafranca di Verona, centro storico, oppure prendere il treno o l’autobus con fermata Villafranca di Verona. Il Palazzo si trova a pochi metri dal Castello Scaligero, direzione Valeggio sul Mincio.

Da Verona imboccare la tangenziale e seguire le indicazioni per Villafranca di Verona, centro storico. Il Palazzo si trova a pochi metri dal Castello Scaligero, direzione Valeggio sul Mincio.

Da Mantova seguire la strada statale 62 della Cisa, direzione Villafranca di Verona, centro storico. Il Palazzo si trova a pochi metri dal Castello Scaligero, direzione Valeggio sul Mincio.

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